Membro dal Mar '08 Lingue di lavoro: Da Italiano a Inglese Availability today: | May 2013 | | | S | M | T | W | T | F | S | | | | | 1 | 2 | 3 | 4 | | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | | |
| Tom in London Architecture, construction, urbanism London, Regno Unito Ora locale: 14:07 BST (GMT+1)
Madrelingua: Inglese | | |
Qualified architect (University of Florence), academic, published author/journalist. Credible and professional, active in UK/Italy for over 20 years, now based in London. The art of translation to the highest standards of literacy, style, and precision. | | Freelance | | Translation | | Specializzazione: | | Arte, Arti applicate, Pittura | Musica | | Beni immobili | Architettura | | Industria edilizia/Ingegneria civile | Viaggi e Turismo |
| Altre aree di lavoro: | | Energia/Produzione di energia | Produzione manifatturiera, industriale | | Ingegneria (generale) | Meccanica/Ingegneria meccanica | | Archeologia | Materiali (Plastica, Ceramica ecc.) | | Economia | Arredamento/Apparecchi domestici | | Pubblicità/Pubbliche relazioni | Poesia e Prosa | | Geografia | Storia | | Scienze sociali, Sociologia, Etica ecc. | Istruzione/Pedagogia | | Stampa ed editoria | Aerospaziale/Aviazione, Aeronautica/Spazio | | Ambiente ed Ecologia | Alimenti e Latticini | | Risorse umane | Religione | | Commercio al dettaglio | Linguaggio gergale, Slang | | Affari/Commercio (generale) | Computer (generale) | | Fotografia/Immagini (e Arti grafiche) | Foreste/Legno/Legname | | Modi di dire/Massime/Proverbi | Altro |
More Less | | Punti PRO: 5793, Risposte a domande: 3047, Domande inviate: 45 | Traduzioni di prova presentate: 12 Da Italiano a Inglese: Extract from a book on Italian architects in Egypt General field: Altro Detailed field: Architettura | Testo originale - Italiano Il ritmo con cui si succedono i nuovi isolati del fronte a mare è scandito dai percorsi che ortogonalmente giungono dal tessuto retrostante. Si tratta di edifici multipiano, dall’altezza media di circa 25 m. L’altezza d’interpiano dei nuovi blocchi è pressoché costante per cui, anche nella stratificazione orizzontale, il ritmo appare omogeneo. I rapporti modulari impiegati sono quelli tipici dei palazzi italiani neorinascimentali. Nella stratificazione orizzontale, infatti, è spesso chiaramente leggibile la successione basamento-elevazione-coronamento. Assialità, parete ritmica (con bucature ed interassi uguali), gerarchia dei piani e leggibilità esterna dell’organismo, sono i caratteri ricorrenti in molti edifici italiani di Alessandria.Il progetto della facciata diventa, ancora, motivo unificatore con elementi architettonici che ricorrono in molteplici combinazioni: le torri aggettanti e svettanti, collocate negli angoli ad incorniciare il prospetto, oppure in mezzeria in asse con l’ingresso; le logge dell’ultimo piano che coronano l’edificio e raccordano la tripartizione verticale imposta dalle torri; i balconi che aggettivano le finestre. Anche la stratificazione dei materiali ed il trattamento della superficie conferisce un senso di unitarietà: il basamento con bugnato in pietra seguito dall’elevato liscio in mattoni. | Traduzione - Inglese The new buildings lining the Corniche were blocks several floors high of almost constant average height (about 25m) and equally constant internal floor-to-ceiling heights, with the effect that the rhythm of their horizontal stratification gave them an homogeneous appearance. Set out in a rhythm punctuated by the streets coming through from behind, which intercepted them orthogonally, their modular relationships were those typically seen in neo-Renaissance Italian apartment buildings; in fact the base-facade-cornice sequence of the palazzo type can often be clearly seen in their horizontal stratification. The recurring characteristics of many Italian buildings in Alexandria are their axiality, a rhythmic sequencing of walls by piercing them with equal-sized openings set at regular intervals, floors that differ in height depending on the prestige of the interior rooms, and the way in which their internal planning can be understood from their external appearance. The design of their facades is an even more unifying motif, in which the use of architectural elements recurs in multiple combinations: lofty overhanging towers set at corners to frame an elevation, or positioned at the centre of a facade to align with an entrance; top-floor loggias that crown a building or connect the tripartite vertical divisions generated by towers; and balconies that project outwards in front of windows. This sense of unity is further conferred by the stratified use of materials on different surfaces, as in the use of rusticated stone for the base of a palazzo, with a tall, smooth brick surface rising above it.
| Da Italiano a Inglese: Article for a non-specialist architecture and design magazine General field: Altro Detailed field: Architettura | Testo originale - Italiano Otto anni fa, MM, single, compra una casa formato famiglia a Manhattan. Il caso vuole che qualche tempo dopo, su un autobus semivuoto diretto all’aeroporto di Tokyo, incontri SS. «Non sono tipo da attaccare discorso con le ragazze, ma ci eravamo già incrociati nella hall dell’albergo...». È SS, un mese dopo, a scrivergli una mail: “È stato bello conoscerti”, nient’altro. Oggi sono sposati, e da meno di tre mesi nell’appartamento di Nolita c’è anche Frankie, messa a dormire appena nata in una culla disegnata nel 1963 da Nanna Ditzel. Un pezzo da collezione, come la maggior parte degli arredi qui dentro: MM, che gestisce l’omonima società newyorchese di tessuti per l’architettura e l’arredamento, è un grande collezionista d’arte e design, siede nel consiglio di amministrazione della Fondazione C creata dall’artista Donald Judd e fa parte del comitato Arte e Design del Moma. «Quando ho preso le redini dell’azienda di famiglia mi sono trovato a gestire una quantità di denaro a cui non ero abituato. Dovendo investire, ho scelto di farlo in arte e design. Oggi abbiamo una collezione di circa 300 pezzi. Ho la fortuna di poter comprare le cose che amo. Collezionare è un modo per esercitare l’occhio e coltivare un mio interesse». «MM pensa che l’arte inizi dopo la Seconda Guerra Mondiale» interviene SS «In questo è molto americano, ma da quando ci siamo conosciuti ha iniziato ad avvicinarsi anche a “vecchi maestri” come Dürer». Per lei, nata a Merano e volata a Parigi giovanissima per studiare belle arti e letteratura comparata alla Sorbona, il design da collezione è una scoperta. «Vengo da una famiglia molto modesta, non c’erano i soldi per comprare cose così speciali. Ma non mi fanno paura. Semplicemente, le uso. E mi capita di rovinarle. Ricordi, MM, quel vetro verde acqua di Alvar Aalto?». «Le cose si rompono, fa parte della vita» minimizza lui. | Traduzione - Inglese Eight years ago when he was single, MM bought a family-sized home in NoLita, Manhattan. Some time later he happened to be in Tokyo on a half-empty bus to the airport; that's where he met SS. “I'm not the type to chat up girls" he says "but she and I had already passed in the hotel lobby.” A month later she sent him an email: “It was nice to meet you”; nothing more. Today MM and SS are man and wife, and since less than three months ago the house has a third occupant: Frankie, their new baby, who as soon as he was born, was put for his first sleep in a cradle designed in 1963 by Nanna Ditzel. Like most of the other furniture here, the cradle is a collector's item; MM, who runs the eponymous New York supplier of fabrics for architecture and decor, is a great collector of art and design and sits on the Board of Directors of the C Foundation, created by artist Donald Judd. He's also a member of the Art and Design Committee of MoMA. “When I took over the family business I found myself having to manage amounts of money I wasn’t used to, and since I needed to invest it, I decided to collect art and design. Today we have a collection of 300 pieces. I'm lucky to be able to buy things I like; collecting's a way of keeping my eyes peeled and cultivating something that interests me.” SS intervenes: “MM has a very American attitude. He thinks art only began after the Second World War. But since we met he's started to come closer to even the old masters like Dürer.” For SS, who was born in Merano and ran off to Paris when she was very young, to study Fine Art and Comparative Literature at the Sorbonne, collecting design was a new discovery. “I come from a very modest family who didn't have the money to buy special things like that. But I'm not scared of them. I just use them. And once in a while I destroy something. MM, do you remember that water-green Alvar Aalto glass vase?“ MM minimises: “Things get broken. Stuff happens." | Da Italiano a Inglese: From Maurizio Eliseo: "Ships in Focus" General field: Tecnico/Meccanico Detailed field: Trasporti/Mezzi di trasporto/Navigazione | Testo originale - Italiano Una Versailles semovente
Nella pagina accanto è raffigurata la spettacolare sala delle feste della motonave Saturnia, entrata in servizio nel 1927. Per celebrare l’evento la società armatrice, la Cosulich Line di Trieste, ordina alla casa editrice d’arte Bestetti & Tumminelli di Milano e Roma un libro di pregio disegnato da Guido Marussig con applicate sulle pagine i disegni architettonici dei principali ambienti di prima classe.
In esso si legge: “Uno scalone monumentale, dal cui alto veglia la statua di bronzo della divinità che ha dato il nome alla nave, sale dall’atrio, dove sono gli uffici, al ponte delle passeggiate e scende ai piani inferiori fino alla piscina, sontuosa riproduzione dei magnifici bagni pompeiani.
Il ponte delle passeggiate è occupato dalle sale di convegno, che si raggruppano intorno al salone delle feste, centro della vita mondana di bordo, in un’affascinante varietà di stili e di motivi. Ricca di legni scolpiti, di stucchi preziosi e di ori scintillanti, la sala delle feste richiama il fasto della corte reale di Versaglia. Contigua ad essa gira verso prua la fresca e spaziosa Veranda, aperta alla brezza e allo spettacolo del mare. Confinano dall’altra parte la Rosticceria (Grill-Room) dall’enorme camino istoriato, gioconda come una taverna di buontemponi letterati del Rinascimento fiorentino, e la sala di scrittura, tutta lacche azzurre e cineserie.
Ampie gallerie solenni, col soffitto a travi dipinte e sopra ricci tesi alle pareti come nei palazzi del Quattrocento toscano, conducono alla Biblioteca arredata nel gusto del primo Settecento inglese, e alla Sala da Fumare, indovinato adattamento moderno di motivi fioriti ai tempi dei Tudor. Il Bar, accanto, scintilla nella policroma gaiezza del suo rivestimento di ceramiche. Oltre duecentocinquanta commensali possono prendere posto intorno alle tavole della Sala da Pranzo. La decorazione di stile classico si inspira alla nobile grandiosità dei migliori modelli greci. Intorno alla cupola gira una fascia riproducente il fregio famoso del Partenone.
Gli alloggi sono gioielli di buongusto e di comfort. Impeccabile è lo stile degli appartamenti di gran lusso, composto di camera da letto, salotto, veranda, camera per il seguito, bagno e ripostiglio; eleganti e lussuosi gli altri appartamenti e le cabine, decorate tutte da quadri d’autore. Il terrazzino sul mare di cui sono provviste numerose cabine, è una delle più felici novità dell’architettura navale. Sale da gioco per i bambini, sale di ginnastica con gli attrezzi più moderni, passeggiate lunghe come strade e Sundecks vasti come piazze completano gli alloggiamenti riservati alla prima classe”.
Nella fotografia in alto a destra il classico ritratto sullo scalone di prima classe, un ‘must’ per le eleganti copie che fanno il loro ingresso nel salone per la serata di gala, un’occasione di sfoggio delle toilette per le signore. In basso a destra la cena di gala
| Traduzione - Inglese Versailles on the high seas
Facing page, 1927: the spectacular interior of the social room on board the Saturnia. To celebrate her entry into service her owners, the Cosulich Line of Trieste, commissioned a sumptuous commemorative book edited by Guido Marussig and published by Bestetti & Tumminelli (Milan and Rome) with reproductions of the architectural drawings for the most important first class rooms. Marussig’s description reads “From the entrance hall a grand monumental staircase leading up and down is overlooked by a bronze statue of the divinity after which the ship is named. Descending, this staircase leads to the pool, a sumptuous reproduction of the magnificent baths at Pompeii. Ascending, it leads up to the offices, the promenade deck, the meeting rooms, and the social room, the centre of the ship’s social life, decorated in a fascinating variety of styles and themes. Rich in wood carvings, precious stucco work and brilliant gilding, it reminds us of the pomp of the royal court at Versailles. Forward of the social room is the airy, spacious viewing gallery, open to the sea air and with views of the ocean. Astern is the grill room with an enormous decorated fireplace, conceived as the kind of place where cultured people might have met and conversed during the Florentine renaissance; next door to the grill room is the writing room, decorated throughout in blue lacquer and chinoiserie.
Wide, elegant galleries with painted timbered ceilings and scrolled wall panels like those of 15th. century Tuscan palaces lead towards the library, which is furnished in the early English eighteenth century style. Then we come to the smoking room, a genial modern adaptation of Tudor themes. The bar next door sparkles with the colourful gaiety of its ceramic finishes. The dining room can accommodate more than 250 people; its classic style is inspired by the noble grandeur of the best Greek originals; it is surmounted by a cupola with a reproduction of the famous Parthenon frieze.
The staterooms are the epitome of good taste and comfort. The largest luxury suites are impeccably well-furnished; each one consists of a bedroom, sitting room, a private balcony, servants’ quarters, a bathroom and a store-room. Many staterooms have their own private balconies, a new and most enjoyable innovation in ship design. The smaller suites and staterooms are equally elegant and luxurious, and all decorated with original paintings. The first class accommodation is complete with a children's playroom, a gym fitted with the most up-to-date equipment, promenades as long as city streets, and sun decks as generous as public squares.”
The photographs were taken on board the Augustus in 1927. Upper right: a couple posing before dinner to be photographed on the first class grand staircase, a must for ladies anxious to display their finery before making their grand entrance. Lower right: a gala dinner
| Da Italiano a Inglese: The historic village of Sant'Eusanio Forconese (extract) General field: Altro Detailed field: Architettura | Testo originale - Italiano Come la maggior parte dei centri storici della valle, il borgo di Sant’Eusanio ebbe origine nel XI-XII secolo come “villa”, ovvero come nucleo insediativo aperto, privo di cinta murarie difensive.
Il borgo antico conserva quasi intatto il suo impianto originario costituito da un tessuto di matrice medioevale. La peculiarità del sistema insediativo va ricercata nella morfologia del tessuto urbano che risulta essere caratterizzato da un sistema di radiali concentriche e di polari che strutturano il sistema dei pieni e dei vuoti. Tale impianto risulta generato dal luogo più rappresentativo del paese: la Piazza del Popolo. In questo spazio gravitano le emergenze architettoniche che qualificano l’architettura monumentale e nobiliare di questo brano di tessuto edificato. In particolare la chiesa di S. Eusanio risalente al 311 d.c. e il Palazzo Barberini del XVII, organismo architettonico che con la sua imponente quinta sembra volersi contrapporre al potere ecclesiastico rappresentato dalla chiesa. A fianco a tale edificio seicentesco, una serie di organismi architettonici tipologicamente riconducibili allo schema del palazzo o della casa palazziata, completano il disegno dello spazio più rappresentativo del borgo. L’architettura di base caratterizza invece tutti gli assi viari. In particolare un sistema di case a schiera insediate in modo da risultare a volte parallele alle curve di livello, a volte perpendicolari, strutturano le radiali e le polari dell’impianto spaziale di base. La presenza di case muro, caratterizzate dalla presenta di possenti speroni a piano terra e di armonici loggiati agli ultimi livelli , chiudono fisicamente il sistema edificato sul lato est del borgo.
| Traduzione - Inglese Like most of the historic centres in the valley, the village of Sant'Eusanio originated between the eleventh and twelfth centuries as a “villa” i.e. the core of an open settlement, without defensive walls.
The village still retains its original ancient structure and its medieval fabric remains almost completely intact. As a system of settlement its particular configuration lies in its urban morphology, with radial and concentric streets and key points that structure a system of solids and voids. The generating nucleus of this urban structure is Piazza del Popolo, the most representative space in the village, where important monumental and patrician buildings emerge out of the rest of the built fabric and gravitate around the square, notably the church of St. Eusanio, which dates from 311 A.D., and the seventeenth-century Palazzo Barberini, whose architecturally impressive facade seems deliberately intended as a challenge to the religious power opposite, represented by the church. Adjoining Palazzo Barberini, the urban design of the village's most important public space is completed by a succession of other buildings that reinterpret the palazzo or noble house type. The architectural character of the other streets is based on a more modest local building language that consists of terraces of houses that follow the contour lines or sit perpendicular to them, thus organising the basic radial and polar structure of the village. At its eastern edge this urban system is physically closed by “city wall” houses, with powerful buttresses at their lower levels and pleasant loggias at the top
| Da Italiano a Inglese: From an academic research paper on adolescents and public space General field: Altro Detailed field: Scienze sociali, Sociologia, Etica ecc. | Testo originale - Italiano La relazione tra spazio pubblico e processo educativo è facilmente intuibile ad un’osservazione diretta ma a volerla argomentare presenta un alto grado di complessità. Spazio pubblico e educazione risultano intimamente connessi dal momento che quest’ultimo rappresenta il processo mediante il quale il soggetto viene condotto dalla sua condizione di protezione e avviato alla vita pubblica. Lo spazio pubblico è il luogo a cui dovrebbe tendere il processo educativo e dall’altra l’ambito in cui si sperimenta e si realizza la formazione della civitas. In questa prospettiva il concetto di spazio pubblico rappresenta il punto di approdo e di inizio del processo di formazione del cittadino e della società civile in generale. La profondità del legame tra spazio pubblico e processi educativi, o meglio la qualità educativa dello spazio pubblico, si fa più evidente nella fase di transizione che caratterizza il passaggio dalla condizione di infanzia a quella della preadolescenza e successivamente all’adolescenza. Lo specifico obiettivo di questo lavoro è volto a comprendere il ruolo educativo dello spazio pubblico sulla crescita psicologica, sociale e civile del soggetto in transizione, evidenziando soprattutto come la diffusa crisi degli spazi pubblici comporti l’indebolimento dell’identificazione e socializzazione spaziale dei preadolescenti e l’esclusione delle differenze, della relazione con l’altro e lo svuotamento della loro funzione educativa. | Traduzione - Inglese Although the relationship between public space and the educational process is easily understood from direct observation, developing discussion about it is a highly complex exercise. Since education is the process by which the subject is led "outside" the protected condition and is given a start in public life, it follows that public space and education are intimately connected. Public space is the place towards which the educational process should tend, and is the context in which the formation of the civitas is experienced and formed. In this perspective the concept of public space is both the point of arrival and the starting place for the process of formation of the citizen and of civil society in general. The depth of the bond between public space and educational processes, or to put it a better way, the educational quality of public space, becomes most evident in the transitional phase of the passage from childhood to pre-adolescence, and then to adolescence. The specific objective here is to understand the educational role played by public space in the psychological, social, and civil growth of the subject in transition, highlighting above all the ways in which the widespread crisis of public spaces weakens spatial identification and socialisation in the pre-adolescent and excludes difference and relationship with the Other, as well as depleting their educational function.
| | Da Italiano a Inglese: Design criticism by Ugo Ojetti (1930) | Testo originale - Italiano La struttura della nave s’ha da nascondere come la vergogna della povertà; e il passeggero non deve mai credere, essendo sulla nave, di trovarsi su una nave. Lacunari panciuti, nicchie a conchiglia, mensole a fioroni, mensoloni, festoni e pendoni: con questi ingredienti ti parrà di vivere per otto, dieci, dodici giorni dentro una vera reggia come non se ne vede più che alla Scala. | Traduzione - Inglese The structure of the ship is hidden as though it were something of which to be ashamed. Never must the passenger suspect he is on board a ship. Wherever he looks he must be swathed in drooping coffered ceilings, seashell niches, giant ornamental wooden flowers, enormous corbels, endless festoons. These are the surroundings in which he is expected to spend eight, ten, or twelve days, pretending to be in a royal palace the like of which is never seen nowadays, except perhaps at La Scala. | Da Italiano a Inglese: The Perugia MiniMetrò (extract) General field: Altro Detailed field: Trasporti/Mezzi di trasporto/Navigazione | Testo originale - Italiano Perugia è un centro di notevole interesse che permette di analizzare uno spaccato delle vicende urbanistiche italiane degli ultimi cinquant’anni, in un contesto particolarmente significativo per la qualità architettonica ed ambientale, le caratteristiche politiche e amministrative, le dimensioni e l’ubicazione del sistema territoriale del Paese.
Nel contempo non si può non evidenziare come la città risenta di alcuni mali tipici delle maggiori città italiane; su tutto, il notevole sviluppo del traffico veicolare privato superiore alla media nazionale.
Hanno contribuito a determinare tale stato di fatto, oltre ad un trasporto nazionale e locale non sempre adeguato, le peculiarità della viabilità di una città medievale e il conseguente spostamento delle aree direzionali e residenziali in territori esterni all’acropoli. È in questo contesto urbanistico che si collocano due fra gli interventi più interessanti e coraggiosi sul piano della mobilita infraurbana cittadina: le scale mobili ed ora il Minimetrò.
Mentre le prime si connotano per l’importanza storica e monumentale dei luoghi interessati, il Minimetrò costituisce invece un’innovativa e ben più importante sfida: quella di contribuire in modo strutturale al miglioramento della viabilità cittadina lungo la dorsale Pian di Massiano-centro storico.
È stato dunque questo il quadro di riferimento che ha portato Il Consiglio Comunale ad approvare con atto n. 71 del 20.04.1998 la costituzione di una società per azioni per la progettazione, realizzazione e la gestione della linea metropolitana leggera Pian di Massiano-Cupa-Monteluce, a prevalente capitale pubblico con riserva, a favore del Comune, del 70% del capitale sociale. Con il medesimo provvedimento, poi modificato con atto C.C. n. 123 del 13.07.1998 sono stati approvati l’atto costitutivo, lo Statuto e i patti parasociali della costituenda società Minimetrò spa. | Traduzione - Inglese Because Perugia is an important place, this is a good opportunity to look back over fifty years of Italian thinking about urban development as it applies to this particularly significant example: Perugia’s architectural and landscape value, its political and administrative physiognomy, and its size and location within the national Italian context.
We must also consider how Perugia has been showing the symptoms caused by an enormous growth in use of the private car, which in Perugia is above the national average.
This condition has come about in part because of Perugia’s physical form as a medieval city built on a hilltop “acropolis” surrounded by a low-lying modern residential periphery, and in part because the national and local transport networks are less than adequate. In response to these factors, two important, boldly conceived systems of urban people movement have been built in Perugia: the first was a system of public escalators and now the MiniMetrò, just completed.
The escalators serve the historically important areas of the city; the MiniMetrò deals with a more contemporary and even more significant challenge: improving the movement of people along a route that connects the low-lying area of Plan di Massiano uphill to the historic city core.
That was the background against which the municipality deliberated, in observance of Law 71 of 20.04.1998, to establish a joint stock company charged with designing, constructing, and operating a light rapid transit line to connect Pian di Massiano, Cupa, and Monteluce. A majority share capital of 70% was retained by the municipality. Under the revisions of Civil Law 123 of 13.07.1998 the municipality then drew up and approved a constitution, charter and para-social pacts for the new company of MiniMetrò SpA. | | Da Italiano a Inglese: Technical drawing standards (extract) | Testo originale - Italiano XXXXXXX ENGINEERING GUIDE LINE
1.ESECUZIONE INGEGNERIA
INDICE
1. GENERALITA' 3
2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO 3
3. DISEGNI 4
3.1 DISEGNI D'ASSIEME 4
3.2 DETTAGLI 5
3.3 DRAWING FILE NAME 5
3.4 INDICAZIONE DELLE PARTI DA COMMERCIO E DI RICAMBIO 7
3.5 DISEGNI CON PIU' DI UN PARTICOLARE 8
3.6 ESECUZIONE DEI DISEGNI IN DETTAGLIO 8
3.6.1 Drawing Template 8
3.6.2 Drawing Layers 9
3.6.3 Formati 10
3.6.4 Cartigli 10
3.6.5 Linee 12
3.6.6 Scale 12
3.6.7 Quote e livelli 13
3.6.8 Tolleranze generali e tabelle 14
3.6.9 Tolleranze dimensionali 15
3.6.10 Tolleranze di forma e Posizione 15
3.6.11 Segni di saldatura 15
3.6.12 Indicazioni di rugosità 15
3.6.13 Sezioni e tratteggi 15
3.6.14 Testi e simboli 16
3.6.15 Indicazioni materiali 17
3. DISEGNI
3.1 DISEGNI D'ASSIEME
Le parti per la costruzione delle macchine sono identificate negli assiemi o nei sotto assiemi. Dette parti possono essere le seguenti:
ο Sotto assiemi sono indicati con un rettangolo intorno al numero di disegno
ο Disegni di dettaglio con il numero d'Item in caso di più parti nel disegno riferito.
ο Parti senza disegno solo con il numero d'Item. In questo caso l'item è riferito alla posizione del materiale nella lista materiali associata all'assieme.
L'indicazione dei sottoassiemi, dei dettagli e e dei dimension sheet viene fatta indicando solo il numero di disegno senza revisione e senza formato.
Per tutti i disegni la messa in tavola dovrà essere effettuata nello spazio carta. | Traduzione - Inglese XXXXXXX ENGINEERING GUIDELINES
1. DRAWING STANDARDS
CONTENTS
1. GENERAL 3
2. REFERENCE STANDARDS 3
3. DRAWINGS 4
3.1 ASSEMBLY DRAWINGS 4
3.2 DETAILS 5
3.3 FILE NAMES FOR DRAWINGS 5
3.4 HOW TO SHOW PURCHASED AND REPLACEMENT PARTS 7
3.5 DRAWINGS THAT INCLUDE MORE THAN ONE ITEM 8
3.6 DRAWING STANDARDS IN DETAIL 8
3.6.1 Template Drawings 8
3.6.2 Layers 9
3.6.3 Drawing sizes 10
3.6.4 Title blocks 10
3.6.5 Lines 12
3.6.6 Scales 12
3.6.7 Dimensions and levels 13
3.6.8 General tolerances and tables 14
3.6.9 Dimensional tolerances 15
3.6.10 Tolerances of shape and position 15
3.6.11 How to show welds 15
3.6.12 How to show roughness 15
3.6.13 Section lines and hatching 15
3.6.14 Text and symbols 16
3.6.15 How to show materials 17
3. DRAWINGS
3.1 ASSEMBLY DRAWINGS
Parts for constructing machinery must be identified as assemblies or sub-assemblies. These can be as follows:
ο Sub-assemblies, shown by a rectangle containing the drawing number.
ο Details, shown by the item number when there is more than one part on the drawing.
ο Parts for which there are no drawings and are only referenced by an Item number. In this case the item is referred to the position of the material in the materials list associated with that assembly.
Sub-assemblies, details and dimension sheets must be shown by the drawing number only, without the revision and without a format.
All drawings must be set up in the paper space. | | Da Italiano a Inglese: I primi quarant’anni del Rosso Piceno | Testo originale - Italiano I primi quarant’anni del Rosso Piceno
1968/2008, quarant’anni che segnano la storia di una delle più importanti Denominazioni delle Marche: il Rosso Piceno.
La denominazione di origine controllata Rosso Piceno è stata istituita nel 1968, anche se la sua storia inizia molto prima. Si parla del vino dei Piceni già prima dell’insediamento dei Romani. Sono infatti le popolazioni picene a lasciare le prime testimonianze di quello che millenni dopo sarebbe diventato il Rosso Piceno DOC.
Il Rosso Piceno è il vino DOC delle Marche con l’area di coltivazione più ampia: comprende le Provincie di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, dalle colline dell’entroterra fino al mare Adriatico. Sono escluse solo le zone in cui sono prodotte le DOC Rosso Conero e Conero DOCG.
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Il disciplinare di produzione prevede la seguente composizione varietale: Montepulciano dal 35% al 70%, Sangiovese dal 30% al 50%, inoltre possono concorrere, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%, tutti i vitigni a bacca rossa raccomandati e/o autorizzati nelle province di coltivazione.
Nella porzione dell’area di produzione più a sud, ossia quella che coincide, a grandi linee, con i territori di tredici Comuni della Provincia di Ascoli Piceno, si è data un’impronta più caratteristica al prodotto finale e una maggiore predisposizione all’invecchiamento. Non a caso solo in questa area è possibile produrre Rosso Piceno Superiore.
Oltre alla tipologia “classica”, e alla tipologia Superiore, il Disciplinare prevede anche il R.P. Novello e quella Sangiovese. La tipologia Rosso Piceno DOC Novello può essere prodotta nella stessa area e con la stessa composizione varietale del Rosso Piceno DOC, naturalmente la caratteristica principale per la sua produzione è la macerazione carbonica. | Traduzione - Inglese Rosso Piceno: the first forty years
1968/2008 - the forty-year history of one of the most important denominations of the Marche region: Rosso Piceno.
Rosso Piceno was accorded DOC status in 1968, but its history goes back to long before that; the wine of the Picene peoples was known before the Romans settled the region. Thanks to early evidence left by the Picenes, we know there was an ancient wine that thousands of years later became Rosso Piceno DOC.
The area occupied by the Rosso Piceno vineyards is the largest DOC area in the Marche and covers the whole provinces of Ancona, Macerata and Ascoli Piceno, from the hilly hinterland to the Adriatic Sea. The only areas not included are those of Rosso Conero DOC and Conero DOCG.
The production specification defines the following grape composition: 35% to 70% Montepulciano, 30% to 50% Sangiovese and 15% maximum, alone or jointly, of any red grape variety recommended and/or authorised in these provinces.
In the southern part of the production area, roughly corresponding to the territories of the thirteen municipalities of the province of Ascoli Piceno, the finished wine has more character and is better suited to ageing. For that reason, Rosso Piceno Superiore can only be produced within that area.
Apart from the Classic and Superiore typologies, the production specification also includes Rosso Piceno Novello and Sangiovese. Rosso Piceno DOC Novello can be produced in the same area using the same grape composition as Rosso Piceno DOC, its main production feature being of course the use of carbonic maceration. | | Da Italiano a Inglese: Brief history of a firm (extract) | Testo originale - Italiano Fine anni ‘50 - L’inizio dell’attivita‚ dell’XXX è anche legata alla richiesta fatta al fondatore XXX XXX di replicare un elastomero colato sulle coperte dei dragamine americani in legno che veniva usato per calafatare il ponte. Le cuccette dei marinai stavano proprio sotto la coperta; di qui la necessita‚ di sigillare il ponte al meglio nonchedi rifornire la nave con un prodotto reperibile in loco. Nacque cosi‚ il XXX SIGILLANTE.
In quegli stessi anni il XXX comincia a sostituire la pece come prodotto per calafataggio delle coperte in legno, essendo estremamente più pratico, veloce da posare ed efficiente. L’operazione veniva eseguita in navigazione per non entrare in contrasto con la cooperativa dei calafati del porto di Genova non proprio avvezzi al cambio di tecnologia.
1965: È proprio con il XXX che prima della crociera di Natale del 1965, l’ing. ZZZ fa eseguire l’impermeabilizzazione del fasciame all’inglese delle scialuppe di salvataggio della M/V A.C.. | Traduzione - Inglese Late 1950s: XXX was set up, partly as a result of a request made to XXX XXX, the founder, to replicate a poured elastomer used by the US Navy for caulking the wooden decks of American minesweepers. As the personnel sleeping quarters were directly below, it was important to seal the deck as completely as possible using a product locally obtainable in Italy. This was the genesis of our XXX sealant.
1950s: Being much more practical, fast to lay, and efficient, XXX began to replace pitch for caulking timber decks. It could be applied while the ship was at sea, which made it possible to avoid the Caulkers' Cooperative in the port of Genoa, who were not exactly accustomed to technological change.
1965: Before the 1965 end-of-year cruise, ZZZ used XXX to caulk the clinker-built lifeboats of the vessel A.C.. | | Da Italiano a Inglese: Historic construction methods in southern Italy | Testo originale - Italiano Questi strumenti di analisi e di sintesi, completati dalle ricerche di archivio e dalla consultazione dei manuali di architettura pratica, prezziari e studi recentemente elaborati sulle tecniche costruttive tradizionali, producono i primi elementi per la messa a punto di un repertorio, aperto e aggiornabile nel tempo, delle tecniche pre-moderne riferite ai due centri analizzati, repertorio che oltre a costituire una documentazione di pratica utilità per sanare il gap di conoscenza dei procedimenti costruttivi e dei meccanismi di funzionamento del cantiere antico, consente una lettura puntuale della cultura materiale, suggerisce spunti per il progetto e concorre ad individuare il grado di trasformabilità.
D’altra parte, le componenti costruttive spesso costituiscono il dato meno indagato nel tema della conservazione dei centri disseminati nelle diverse zone omogenee dell’Abruzzo; viceversa, la loro conoscenza ha un immediato e diretto valore operativo. Infatti la raccolta di esempi di modalità realizzative ricorrenti e significative, oltre che colmare una lacuna conoscitiva tuttora ampia, permette agli utenti di un vasto patrimonio edilizio di acquisire conoscenze sulle strutture in cui abitano, che vanno al di là del puro fatto utilitaristico, ed ai tecnici e alle maestranze del recupero di operare comparazioni tra gli elementi costruttivi su cui intervengono e quelli già classificati, verificandone le analogie ma soprattutto le diversità reciproche. | Traduzione - Inglese The use of these analytical and synthesising tools, supplemented by archival research, and consulting recently published practical architecture manuals on traditional building methods and their costs, enabled us to produce the initial elements for developing a repertory of pre-modern techniques in the two settlements; this repertory remains open and can be updated over time. As well as providing documentation of practical utility that closes a gap in our knowledge of construction procedures and working methods on the historic building site, it makes possible a detailed reading of the material culture of these two settlements, indicating possible starting points for designing new work and helping to identify the extent to which the existing fabric might be re- adapted.
Although in conservation studies of villages dispersed throughout the various homogeneous areas of the Abruzzo, the components of their built fabric have often been the least investigated aspect, knowledge of them has an immediate and direct operational impact. As well as helping to fill a knowledge gap that remains wide, collecting recurrent or significant examples of construction practices will permit the owners and inhabitants of this vast building stock to acquire knowledge about their buildings that goes beyond merely utilitarian concerns and gives conservation professionals and craftsmen a means for making comparisons between the parts of buildings already classified with those on which they are working, monitoring their analogies but above all the differences between their parts. | | Da Italiano a Inglese: Technical description of a building restoration (extract) | Testo originale - Italiano In una prima serie di schizzi, la struttura portante della gronda destinata a strabalzare nel vuoto di circa 3 metri è costituita da due tavole in legno disposte a "V, sostenute da un ferro a T sagomato a "cicogna", dentro cui sono fissate altre due tavole che consentono l'inserimento della gronda metallica vera e propria.
In seguito, Mollino decide di utilizzare, come struttura autoportante della gronda, un tronco in legno di larice di sezione semicircolare, lungo 8 metri, largo 22 centimetri, nella parte terminale in aggetto, e 31 nella parte retrostante, dove viene tagliata inferiormente di sbieco per renderla più aerodinamica. | Traduzione - Inglese In a series of early sketches the structure of the gutter, designed to project outwards for about 3m. (nearly 10'0") without support, consists of two timber planks arranged in a V and supported by a T-section so as to form a "stork's beak" profile. A second pair of timber planks is then screwed into the bed of this V, creating a double thickness and carrying the steel gutter itself.
Later on, Mollino decided instead to make the gutters completely self-supporting by adopting a larchwood tree trunk (naturally half-round in section) 8m. long (26'2"), 22 cm. across (8 1/2") at the thinner projecting ends, and 31 cm. (slightly over 1 ft.) at the other end, where it was cut back obliquely to make it look more aerodynamic. | More Less | | Anni di esperienza nella traduzione: 20 Registrato in ProZ.com: Nov 2006. Membro ProZ.com da: Mar 2008. | | N/A | | N/A | | N/A | | Adobe Acrobat, Adobe Photoshop, Microsoft Excel, Microsoft Office Pro, Microsoft Word, Acrobat Professional, Apple iWork, Various other applications, Powerpoint | | Inglese (PDF) | | Tom in London sottoscrive ProZ.com's Linee guida professionali. | | Informazioni sull'utente
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Ultimo aggiornamento del profilo Nov 27, 2012 |